Chi è Heechurl Kim
Heechurl Kim è Direttore Artistico del Korea International Choir Competition e professore presso la School of Music della Georgia Central University.
Lavora da anni su progetti internazionali legati al canto corale, con un obiettivo chiaro: usare la musica per creare connessioni reali tra culture diverse.
Nel Lucca Friends of Music è il riferimento artistico. Non solo dirige, ma costruisce la direzione culturale del festival.
Perché il festival ha cambiato nome?
Il passaggio da “G. Puccini International Choral Festival” a “Lucca Friends of Music” non è stato casuale.
Kim lo spiega bene: non è una rottura con il passato, ma un’evoluzione.
Il progetto iniziale del 2019 si è fermato per la pandemia. Da lì è ripartito con una visione più ampia.
La tradizione italiana resta centrale.
Ma diventa un punto di incontro con altre culture, non più solo un riferimento storico.
Cosa si portano a casa i musicisti?
Non è una questione tecnica.
Kim parla di qualcosa di più semplice e più forte: la gioia del canto.
Durante il festival, i coristi entrano in contatto con musiche, persone e culture diverse. Questo crea un’esperienza che va oltre lo studio.
Molti tornano a casa con un’idea diversa di cosa significa fare musica. Più aperta, più condivisa.
Quanto contano i luoghi di Lucca?
Molto.
In Corea, le sale sono progettate per avere un’acustica perfetta. Tutto è controllato.
A Lucca è diverso.
Chiese, piazze e teatri storici hanno una loro identità. Kim parla di “risonanza del tempo”.
Cantare in questi spazi cambia il modo di ascoltare e di esibirsi.
Non è solo tecnica. È esperienza.
Competizione o connessione?
La competizione serve. Aiuta i cori a crescere.
Ma non è il punto principale.
Per Kim, il valore vero è la connessione tra persone.
Durante il festival nascono relazioni, scambi, collaborazioni.
E sono queste le cose che restano nel tempo.
Qual è la direzione futura?
Qui il progetto si allarga.
Il simbolo è il brano finale: “Arirang”.
Un pezzo della tradizione coreana, cantato da tutti insieme con orchestra.
È un modo concreto per unire culture diverse.
La direzione è chiara:
→ integrazione tra tradizione e contemporaneo
→ collaborazioni tra generi diversi
→ sviluppo di programmi educativi
L’obiettivo è trasformare Lucca in un punto di riferimento internazionale per la musica corale.
Perché questo progetto è solido
Non nasce oggi.
Dal 2016 esiste un rapporto concreto tra Lucca e la Corea, costruito con scambi, festival e collaborazioni.
Eventi come l’Arirang Festival hanno già dimostrato che questo modello funziona: artisti da Paesi diversi, pubblico coinvolto e accesso aperto.
Il Lucca Friends of Music è un passo avanti, non un esperimento.
Conclusione
Se lo guardi velocemente, è un festival.
Se lo guardi meglio, è un progetto culturale strutturato.
Non si tratta solo di concerti.
Si tratta di creare connessioni vere tra persone che arrivano da contesti diversi ma condividono la stessa cosa: la musica.
Ed è questo che lo rende diverso.